Ricominciare il viaggio...

Bisogna vedere quel che non si è visto,
veder di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva...l'ombra che non c'era.
Bisogna ritornare sui passi già dati...per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

Josè Saramago

6 luglio 2009

Wonderful tonight

It’s late in the evening

She’s wondering what clothes to wear

She puts on her make up

And brushes her long blonde hair

And then she asks me

Do I look alright

And I say yes, you look wonderful tonight

We go a party

And everyone turns to see

This beautiful lady

That’s walking around with me

And then she asks me

Do you feel alright

And I say yes, I feel wonderful tonight I feel wonderful

Because I see the love light in your eyes

And the wonder of it all

Is that you just don’t realize

How much I love you I

t’s time to go home now

And I’ve got an aching head

So I give her the car keys

She helps me to bed

And then I tell her

As I turn out the light

I say my darling, you were wonderful tonight

Oh my darling, you were wonderful tonight

* * *

E’sera tardi;

lei si sta chiedendo cosa mettersi

si trucca e pettina

I suoi lunghi biondi capelli

poi mi chiede “sono bella?”

rispondo “si, sei splendida stasera”

Andiamo ad una festa e tutti si voltano a guardarla

questa splendida dnna che cammina al mio fianco

e lei mi chiede “ti senti bene?”

rispondo “si, mi sento splendidamente stasera”

mi sento splendidamente perché vedo

la luce dell’amore nei tuoi occhi

e la più grande meraviglia di tutto questo

è che tu non realizzi quanto io ti amo

è tempo di tornare a casa

ho mal di testa

le do le chiavi dell’auto

lei mi aiuta a mettermi a letto

poi le dico,

quando ha spento la luce,

“tesoro, eri splendida stasera

oh tesoro, eri splendida stasera

1 luglio 2009

la bellezza delle piccole cose...

è quasi mezzanotte

ritorno vs casa

abbasso il finestrino,

l'aria che sfiora la mia mano è calda

tipica di una sera d'estate...

alzo il volume e...

guido piano...

Guido piano

e ho qualcosa dentro al cuore

che mistero

non so neanche dove andare

e m'allontano

anche se dovrei tornare

lei m'aspetta si potrebbe preoccupare

ma c'e' tanto sole

e mi accorgo che ne ho bisogno come un fiore

e ho bisogno di stancarmi e di camminare

di sentire l'acqua il vento

e di respirare

peccato che qui vicino non c'e' il mare

guido piano

che mistero dopo il ponte cambia il mondo

viene voglia di cantare

questa sera

te lo voglio raccontare

son sereno

come se fosse Natale

e ho tanta voglia

di sdraiarmi su questa terra cosi calda

di dormire e di sognare che questo fiume

lentamente mi porta fra i monti e le pianure

e mi culla come un bambino fino al mare.

Amore mio perche' ogni volta scappo via

siamo cosi lonatani dalla vita e dai profumi f

orse t'incontrero' dove comincia il mare

quando mi svegliero' saro' migliore

29 giugno 2009

Cammino di Santiago - il corpo e la mente

preparazione fisica:
è molto molto importante per affrontare quest'esperienza che mette a dura prova il ns fisico, esperienza che ci rimette in contatto col ns corpo.
qualche mese fa ho iniziato a camminare e poi mi sono iscritta al CAI.
mi piace affrontare percorsi impegnativi sia in compagnia che in piena solitudine con il mio cane.
ho riscoperto "IL CAMMINARE", non quello frettoloso della vita di tutti i giorni con la mente e lo sguardo sempre presi e rapiti da mille pensieri e stimoli artificiali. mi riferisco al camminare che spinge al contatto pieno con i sensi...ad ascoltare il proprio corpo, a condurre la propria mente ad una sensibiltà sensoriale, purificata dai rumori di uffici, di auto, di strade..che ci impediscono di sentire la vita che palpita nella natura attorno a noi.
forse è meglio parlare di una spiritualità del camminare:
è stupenda la sensazione che si prova salendo in quota dopo aver provato fatica la fatica fisica, dopo aver camminato sotto una poiggia battente. raggiunta la cima si prova una serenità interiore e fisica che non si può descrivere. raggiungere una vetta ha un qualcosa di profondamente spirituale ed intimo.
all'inizio, quando si è senza allenamento ci si concentra maggiormente sullo sforzo muscolare e fisico, sulla resistenza. poi quando si è un pò allenati si riesce ad affrontare un'impresa faticosa riuscendo a pensare alla propia vita, alle proprie motivazioni e sensazioni, al dolore ed alla felicità.
è un pò quello che mi era successo facendo un corso di tango:
all'inizio si è talmente concentrati sui movimenti, sul ritmo e sul proprio fisico che non si riesce a pensare ad altro se non a ballare con lo sguardo incollato alle punte dei piedi. poi a poco a poco come d'incanto ci si rende conto di poter ballare abbracciando l'altro con gli occhi chiusi. stupendo!
la fatica ti fa riscoprire piccole cose di tutti i giorni di cui non sappiamo più assaporare il significato perchè si vivono di fretta, pensando già con ansia a cosa si farà nel quarto d'ora successivo on gli occhi incollati alle lancette e non concentrandosi incece su quel dato momento:
mi riferisco a momenti come il bere, il mangiare e l'ascoltare il proprio corpo.
la vita di tutti giorni è una giungla, dobbiamo sempre mostrarci all'altezza, pronti, veloci, più brillanti degli altri colleghi..il tutto è vissuto con stress e tensione. nel cammino invece ci si può concentrare su sè stessi e basta:
SUL DENTRO DI NOI (il microcosmo), senza dover pensare al FUORI DI NOI (macrocosmo).
camminando ci mettiamo in contatto con la natura, con chi ci cammina vicino anche senza parlare, perchè si condividono le stesse cose...si ricrea un'atmosfera si pace, di serenità, di condivisione, di aiuto reciproco e di ascolto.
è stata bellissima anche l'esperienza con il gruppo del CAI:
si passano giornate assieme faticando, raccontandosi per tratti di cammino, imparando da chi ha macinato chilometri nelle zone più incredibili del pianeta..arrichiscono il cammino elargendo consigli e aneddoti curiosi su come affrontare la scalata alla cima della vita. bello lo consiglio a tutti!
preparazione mentale:
preparare il fisico è necessario per potersi poi preparare mentalmente.
a volte penso che non sarà facile passare molte ore in solitudine, benchè sul cammino gli incontri con altre persone siano molto frequenti.
nella vita di tutti i giorni non abbiamo l'opportunità di passare molto tempo con noi stessi, anzi. spesso arrivati a casa tardi dal lavoro c'è solo il tempo per cenare e poi si arriva in un istante al mattino seguente. qundi ritrovarsi ad avere a disposizione molto tempo per pensare è una bellissima opportunità che però va gestita. non so ancora come l'affronterò, ma la sento come un'occasione di crescita, di scoperta, di conoscenza e di presa di coscienza di mè stessa.
era già da qualche anno che volevo fare quest'esperienza, ma quest'anno più che volontà è stato un bisogno interiore.
quello che mi aspetto non riesco ancora a percepirlo in toto..sento che sarà un momento solo mio, in cui analizzerò tante cose passate progetterò quelle future, le elaborerò e le posizionerò secondo una scala personale in modo che abbiano il giusto valore nella mia vita, come si fa con le tessere di un mosaico..vorrei assegnare loro il giusto equilibrio.
poi c'è un elemento esterno, la natura.
voglio staccare da tutto e da tutti, toglierò l'orologio, spegnerò il cellulare:
ci sarò solo io e quest'esperienza. quando penso a questo trovo una carica immensa, forse non ho mai fatto una cosa così importante e forte solo per me stessa.
il contatto con la natura fa riscoprire una sensibilità pura, positiva. ci aiuta anche a rinnovare il rapporto con gli altri. ci si libera da ogni orpello (quando uso questa parola mi vengono sempre alla mente le parole che Mauro Corona usa nel parlare delle cose inutili di cui ci circondiamo nella ns vita), da ogni artificio, da ogni finzione e si riesce ad essere più sinceri, più umani. la natura ci riconsegna a noi stessi e alla ns umanità. esperienze come questa credo aiutino l'uomo a rendersi conto che potrebbe vivere privandosi di tante inutilità di cui non riesce a fare a meno nella vità di tutti i giorni. la natura ci riporta alla semplicità che è la condizione del saper amare noi stessi e gli altri.
spero che ques'esperienza mi avvicini maggiormente anche a Dio, ma si sa, anche la fede è una meta da raggiungere, una conquista, solo pochi fortunati la possiedono in dotazione alla nascita.
credo che il camminare sia un'apertura al mondo, si va verso l'altro. l'atto del camminare riporta l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza, immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la piena partecipazione di tutti i sensi. La specie umana ha “inizio con i piedi”. camminare significa avere la curiosità della scoperta, avere l'umiltà di conoscere poco a poco, senza arroganza ma con umiltà. significa rapportarsi con disponibilità con chi si incontra sul cammino...è una sorta di percorso che ricorda LA VITA.
Camminare è un atto che spoglia, che mette a nudo, e ricorda all’uomo l’umiltà e la bellezza della sua condizione … Non siamo noi che facciamo il viaggio, è il viaggio che ci fa e ci disfa e ci inventa (David Le Breton, Il mondo a piedi. Elogio della marcia).